giovedì 12 settembre 2013
La Felicità,Seneca. Riflessioni
Questo mio parlare è rivolto a chi è imperfetto, a mezza via, parte sano, non a chi è sapiente
Lucio Anneo Seneca
Seneca parla direttamente,non ha inibizioni,dice solo quello che ha da dire,parla a chi non è superbo e pieno di sè,a chi a mezza via sa di essere importante ma non indispensabile. C'è un motivo se ancora dopo piu di 2000 anni continuano a stampare Seneca,oltre al fatto economico che tutti i diritti d'autore vanno alle case editrici.Seneca vende,nonostante la scuola a volte te lo imponga, e te lo faccia anche odiare,c'è chi lo apprezza ancora,chi lo ricerca. Aveva capito tanto della vita,forse anche troppo per essere censurato in alcune parti. Il sapere è pericoloso,rende forti ed è difficile riuscire a manipolare una persona intelligente. Ma Seneca nelle sue lettere denuncia tutti, sia persone che fatti, che la vita stessa che, a volte ,ci spinge verso uno stato di infelicità e caos,ma sta a noi uscirne. Credo che Seneca ci abbia dato una delle più grandi lezioni di vita. Sta a noi decidere e dare peso e importanza alle cose, se raggiungiamo un equilibrio la tranquillità è vicina e la felicità ancora un passo più in là.
La felicità è coltivazione del benessere,del bene,il raggiungimento di una condizione di pace,la si potrebbe definire così.Ma credo che la felicità non sia tranquilla anzi,è agitata,sono farfalle nello stomaco,notti insonni,è il viaggio non la meta.La felicità è lotta e questo Seneca l'aveva capito,perchè la felicità sta nelle piccole cose,è un sorriso a 36 denti che ti esplode in faccia come dei fuochi spettacolari in cielo la notte del 31 dicembre. La felicità è conosciuta da persone semplici che non si arrendono mai.
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