L’amore, a mio parere, è indescrivibile dall’uomo. L’amore ha tante facce quante quelle degli uomini sulla terra. L’amore è diverso per ognuno di noi, ma forse la base è uguale per tutti : un sentimento, una forza, o semplicemente un qualcosa che accomuna tutti, nel bene o nel male, nel bello e nel brutto, perché non c’è una vera e propria definizione di amore..ce ne sono troppe. Ognuno di noi pensa alla parola “amore” come ad una cosa diversa. La prima cosa che mi viene in mente quando sento la parola “amore”, è una canzone del mio gruppo preferito che dice “If the sun refused to shine, I would still be loving you”, “Se il sole dovesse rifiutare di splendere, continuerei ad amarti” : a mio parere questa strofa è profondissima e ci vuole dire che se veramente amiamo qualcuno o qualcosa, dobbiamo veramente essere pronti a tutto e in ogni caso amare profondamente, senza interessi, senza problemi. Seppure spesso l’amore sia indirizzato ad una persona, io credo che quella sia solo la base di noi uomini, comuni mortali, che non sappiamo veramente il significato della parola Amore. Questa base a mio parere deve essere alimentata, poiché non ci possiamo ridurre ad indirizzare tutto l’amore che abbiamo dentro noi (che dovrebbe essere immenso) ad una persona sola, perché facendo così ci ridurremmo in uno stato di esagerazione ed esasperazione, quindi la base ci aiuta ad amare tutte le altre cose, come possono essere la vita, il mondo, le altre persone, fino ad arrivare ad amare l’Amore, ad essere disposti a fare qualsiasi cosa per amore, per il bene di tutti, non sono per un fine personale, come può essere l’amore passionale. Il punto più alto da raggiungere, per me, è la pace, l’amore di tutti, contraddistinta da un grandissimo rispetto e da altrettanto altruismo : forse è una visione un po’ utopistica, ma io ho questo sogno, il cammino è difficile e duro, ma in tutti i modi proverò a realizzarlo.
L’amore più forte e nobile che ho incontrato fino ad oggi è quello che chiamiamo “platonico”, anche se non è esattamente ciò che Platone intendeva dire nell’antica Grecia : l’amore di cui parlo è quello che va oltre la sensibilità delle cose, oltre quindi la fisicità, legato strettamente agli interessi dell’anima, non del corpo, quindi un amore che si lega a ciò che è buono, che è virtuoso, che è intelligente, che è volto al bene.
Purtroppo al giorno d’oggi questa parola è troppo usata e, aggiungo, nella maggior parte dei casi è usata in modo sbagliato, le viene dato un peso sbagliato. Quante volte sentiamo storie di uomini che amano donne e poi le uccidono? Quante volte, anche nella realtà più vicina vediamo persone che prima si “amano” e poi non si salutano più? Quante volte vediamo padroni che amano i loro cani e poi li abbandonano per strada? E’ questo ciò che chiamiamo amore?
C’è da ricordare che l’amore non è solo un sentimento umano, ma anche gli animali si amano, sicuramente lo fanno per bisogno, o forse per istinto, o per far sì che la loro specie continui a vivere, ma in ogni caso si amano anche loro; e poi l’uomo spesso ama le cose materiali, come a volte ama le cose astratte, i sogni, le idee, gli ideali..
Poi l’amore ha diverse conseguenze, positive o negative, sta a noi deciderlo, facendo anche precedere la ragione all’istinto, ma stando attenti a non dimenticare per questo la nostra parte d’anima che ci spinge ad amare.
Ho espresso quello che l’amore è per me per invitare ognuno a cercare di capire che significato dare a questa parola, profondissima e a volte “letale”, ma nello stesso tempo dolce e calda.
Roberto Testa
.jpg)
"Amore" è tra i termini, se non IL termine, più abusato che esiste.
RispondiEliminaUna definizione univoca non c'è, così ognuno si permette di dargli l'interpretazione ed il significato che vuole, dando vita ad innumerevoli fraintendimenti.
Essendo il sentimento più forte ed intenso che si può provare, per me coincide con la capacità di anteporre la persona amata a se stessi.
Se ad esempio la persona amata sta male, si deve poter pensare sinceramente che si scambierebbe il proprio stato di salute con quello di malattia di chi si ama. Una gioia personale per l'altro andrebbe vissuta con più gioia ed entusiasmo di una propria, e così via.
Nella mia personale concezione:
Amare vuol dire consegnarsi all’altro. Chi ama si affida totalmente alla persona amata, senza mai dubitarne e con un livello di fiducia che più elevato non si può.
Amare significa rinunciare alla forza. Chi ama è debole e vulnerabile, si spoglia da ogni armatura e resta inerme ed indifeso.
Probabilmente la mia visione è un pò estrema, ma resta questa. Mi sembra sia un fenomeno che si verifica molto raramente, spesso si ama l'idea più che il soggetto, di certo si fatica a non preferirsi a qualsiasi altro individuo.
Quando si ama e si è amati in questo senso deve essere splendido, ma essere addirittura sulla stessa lunghezza d'onda potrebbe essere più unico che raro. Per non vivere nell'attesa dell'improbabile e tentare di renderlo più possibile consiglierei di amare, con convinzione e cognizione di causa, se stessi prima di tutto.