domenica 14 dicembre 2014

La faccia stanca, i capelli in disordine, lo sguardo di chi non si arrende mai e un mezzo sorriso che cerca di dare un senso ogni giorno a questo stare al mondo. Prendimi così, con i miei difetti, con le borse sotto agli occhi per la stanchezza, con l'insulina che gioca a un gioco tutto suo al quale non avevo chiesto di partecipare, Prendimi così e non chiedermi di non essere ciò che sono, di cambiare la mia natura, io sono marzo, sono pioggia e tempesta e sole che all'improvviso ti fa tirar via il maglione. Prendimi così per come sono senza farti altre domande.

mercoledì 5 novembre 2014

Sei lo sguardo che fai quando vedi i tuoi amici dopo tanto tempo,
il modo in cui ti ricomponi dopo una risata,
il sorriso degli occhi, il cuore che pompa a tremila,
i baci mentre fai l'amore.
Sei la speranza che le cose si sistemino,
Il desiderio che Dio ti aiuti
Sei tutto questo

domenica 5 ottobre 2014

A volte mi fermo e penso. Sono i momenti peggiori quelli, sono i momenti in cui ti ritrovi a fare i conti con te stesso, e io non sono mai stata brava con la matematica. In quei momenti credo di non avere scampo.

sabato 4 ottobre 2014

Uno nessuno e centomila

Vitangelo ha sempre condotto una vita normale, equilibrata, fino a quando un giorno...La crisi.
La crisi che prima o poi colpisce tutti, ma la sensibilità di un'uomo tendenzialmente fragile, che non ha mai dovuto lottare con molto per ottenere ciò che ha, viene scombussolata e distrutta. 
L'unica cosa di cui ha sempre avuto certezza era il suo nome, Vitangelo Moscarda, ma oltre quel nome lui chi era?
Ad un certo punto della sua vita, Vitangelo, vuole capire chi è veramente, vuole uscire da quella inconsapevolezza di se stesso, ma lo fa entrando dentro una prigione: L'opinione altrui.
Viene considerato folle, viene rinchiuso, viene allontanato da ciò che ha e solo li Vitangelo diviene libero e lo diviene attraverso se stesso, quale più magnifico viaggio la scoperta di se? 
E Vitangelo Moscarda in realtà non è chi ha sempre pensato. 
E non lo siamo nemmeno noi che crediamo di sapere chi siamo, ma non ci siamo ancora rischiati abbastanza, non abbiamo ancora sbagliato abbastanza, per non essere più solo nomi ed opinioni ma essenza, vera.
Quello che vuole dire Pirandello, a parer mio è che alla fine sarebbe bello essere, non uno, nessuno o centomila, essere senza limitazioni, essere e vedere che succede.

martedì 30 settembre 2014

Il mio secondo tempo

"Adesso seriamente, ascolta.
Siedi tranquillo, posa tutto e ascolta ciò che ho da dirti.
Voglio parlarti del tempo. Penserai che sono matta e forse è un po vero,
Mi piace sperimentare, assaggiare, vedere cose nuove, allargare orizzonti e prospettive.
Mi piace stare seduta e fissare il nulla solo per riposare i pensieri, per lasciarli andare, funziona, prova.
Ecco adesso, mentre mi ascolti, liberati , non pensare a cosa hai da fare tra 5 minuti, domani o il mese prossimo, a cosa regalerai a tuo fratello per il suo compleanno o a quanto tempo deve ancora passare prima che io finisca di parlare. Liberati da quest'ossessione di non avere mai tempo, è una bugia.
Hai tutto il tempo che vuoi, è l'unica cosa che possiedi, ottimizzala.
Ora dammi la mano, e tienila stretta, non lasciarla.
Ti chiedo di restare, ti chiedo di non salire su quel treno, di aspettare, di provarci, dovesse durare solo un altra settimana. Ti chiedo di essere uomo, di avere il coraggio di rischiarti,
Forse ti chiedo troppo, ti chiedo tutto.
Ti chiedo di mettere a rischio il tuo tempo, la tua carriera per una storia in cui forse non credi più.
Ma ho la certezza che voglio passare con te tutto il tempo della mia vita, che non scandisco in minuti ore e giorni, ma tutto il tempo che la vita ci ha regalato, quello per noi,"

Appena finì di parlare si alzo di scatto dalla sedia, lasciò la mia mano e fece 4 passi più in la, in quel momento mi crollò tutto addosso,

"L'amore non ha più tempo per noi"

E quella fu l'ultima volta che lo vidi.

domenica 21 settembre 2014

La Metamorfosi

Gregor una mattina si sveglia e non sa più chi è, è diverso, non si riconosce più.
Il racconto di Kafka inizia più o meno così, mettendo in evidenza una situazione di cambiamento nel quale il protagonista del libro si ritrova suo malgrado.
L'elemento narrativo che prevale secondo la visione critica è quello del surreale, poiché Gregor non è più un uomo, ma un insetto, e tutto il racconto prosegue sulla fase di accettazione e adeguamento della sua nuova condizione.
La nuova condizione di Gregor però non è una novità, è parte della vita di ognuno di noi, a tutti capita di svegliarsi un giorno e scoprirsi diversi, magari totalmente diversi da ciò che si credeva di essere, e succede che si ha paura.
Quello che capita al protagonista è una presa di coscienza, una lotta all'accettazione di un nuovo modo di essere, che però a causa della condanna sociale non riesce ad essere accettato da Gregor, il quale preda del senso dell'angoscia, che ritorna innumerevoli volte, decide di morire.
Il fatto che Gregor muoia un po per volta non è certamente un caso, secondo la mia lettura, poiché è quello che facciamo un po tutti, adeguandoci, lasciamo che la vita ci passi addosso, restiamo impotenti davanti ad essa, inermi, come se non avessimo le armi per combattere, per lottare per noi stessi, per la nostra natura.
E Gregor non lotta, Gregor resta a casa, vittima delle paure degli altri, vittima della sua paura di essere diverso. Gregor è quella parte di noi che si ferma davanti al giudizio degli altri, che non è in grado di fare un salto di qualità nella propria vita, che non si riscatta per paura della solitudine.

giovedì 18 settembre 2014

vista

Vi presterei i miei occhi per 5 minuti, poi capireste perchè sorrido ancora
Vi rendereste conto che il mondo è angusto e ingiusto in ogni suo millimetro, ma nasconde cose belle,
gli occhi dei bambini sono speciali. Ho avuto la fortuna di conservarli...
Vi presterei gli occhi per farvi cambiare vita...